Dopo secoli, le grotte di Villa Uboldo tornano a vivere.

Torna alla luce, nel cuore di Cernusco sul Naviglio, un percorso ricco di mistero e fascino legato ai riti massonici, grazie al FAI, al Comune e allo studio illuminotecnico svolto da Lux Italia insieme al Centro Astronomico di Milano, con lo scopo di rispettare fedelmente i colori e il calore della luce del ciclo vitale, rappresentato nel percorso del tempio.
Tempio della notte - Villa Uboldo

Questo percorso si trova all'interno di un labirinto di grotte artificiali realizzate con il ceppo dell'Adda, che rappresenta l'utero femminile. L'idea era che i riti svolti all'interno di questi spazi avrebbero portato alla rinascita del "nuovo iniziato". L'intero sistema di illuminazione si fonde con l'ambiente che lo caratterizza e all'interno del tempio è stato inserito un sistema di illuminazione che riproduce il ciclo di vita della luce ogni 5 minuti.


Il FAI di Martesana e il Comune di Cernusco Sul Naviglio, nel marzo 2012, hanno ripulito e dato la possibilità al pubblico di visitare il misterioso labirinto di grotte che il Conte Ambrogio Uboldo, rampollo di una famosa famiglia di banchieri milanesi, fece costruire nel giardino che circondava la sua villa all'inizio dell'ottocento. Per decenni è stato adibito a magazzino dell'ospedale che vi sorse dopo la morte di Uboldo nel 1865.

Il Tempio della Notte, situato nella parte più interna della grotta, è dedicato alla dea greco-romana della Notte, madre del sonno, dei sogni e dei piaceri amorosi, e si presenta come una grande stanza circolare con nicchie ravvicinate e colonne, mentre il soffitto è formato da una cupola semisferica che rappresenta la volta celeste.

La luce permetteva durante il solstizio d'estate di illuminare le icone presumibilmente presenti all'interno delle grandi colonne di marmo. In particolare, “la prima nicchia è completamente illuminata il 21 giugno, mentre la seconda è completamente illuminata il 7 agosto e il 6 maggio”.

È probabile che Uboldo sia stato tra i primi aderenti al Grande Oriente e che qui si tenessero riunioni dell'organizzazione segreta. A sostegno di tale ipotesi, le indagini di astrofili hanno mostrato che la disposizione delle colonne e delle nicchie del tempio non è lasciata al caso, ma segue un preciso orientamento astronomico, corrispondente ai sedici punti cardinali della rosa dei venti e che compone un struttura geometrica a otto punte (otto è un numero significativo nell'esoterismo).

Altri elementi che richiamano la Massoneria sono una lampada a forma di grande uovo, il simulacro di pietra di un uovo di struzzo, simbolo massonico di vita e di perfezione, simbolo di nascita e perfezione, posto all'ingresso secondario delle grotte, la presenza dell'acqua, simbolo di vita, che sgorgava nel labirinto formando piccoli ruscelli e uno stagno ed infine una pietra quadrata, l'unica presente, usata, si pensa, come altare durante i riti di iniziazione.

Inoltre, le aperture sulla sommità e sulle pareti sono disposte in modo da consentire l'illuminazione del tempio in determinati giorni dell'anno, sia per rinnovare il legame con il ciclo delle stagioni sia con l'eternità del celeste cicli e, probabilmente, per usare la luce, con significato simbolico, durante i riti di iniziazione massonica che qui si presume abbiano luogo (infatti il ​​rapporto con la luce, intesa come conoscenza, era fondamentale per la Massoneria).



Ringraziamo la Prof.ssa Maria Antonietta Breda, ricercatrice e docente di Storia dell'Architettura al Politecnico di Milano. La sua attività di ricerca è dedicata ai temi della conoscenza e della valorizzazione del patrimonio architettonico.
https://www.olschki.it/libro/9788822261946